Pubblicato da: Piergiorgio Golfetto | 25 gennaio 2012

nel radicchio…

di Ornella Schiavon

Erano davvero tanti i ragazzi, i genitori e gli insegnanti presenti domenica mattina alla premiazione del I° Concorso “Nel radicchio di Treviso I.G.P. l’acqua, il sole, la terra e le cure dell’uomo” indetto da Pro Loco ed Amministrazione Comunale di Zero Branco, in occasione della XIX° Mostra del radicchio. Più di 400 sono stati infatti gli alunni partecipanti , come gruppo – classe, piccolo gruppo spontaneo o individualmente, delle Scuole Primarie e Secondarie di I° grado di Zero Branco, S.Alberto, Quinto di Treviso, Morgano, Badoere e Mogliano Veneto.
Gli elaborati esposti e i filmati che si vedevano scorrere sul maxi-schermo durante tutte le giornate della mostra, evidenziavano chiaramente un apprezzabile lavoro di approfondimento linguistico e lessicale per le poesie, gli acrostici, i racconti, le ricette ed un’attività di ricerca per le leggende, la storia, le proprietà nutrizionali del radicchio. Le opere grafico-pittoriche , anche dei più piccoli, mostravano cura e precisione. La realizzazione dei disegni e dei video sulle fasi di lavorazione e i cambiamenti del nostro fiore d’inverno, è stata preceduta, per un gran numero di alunni, dalla visita guidata in fattoria e per altri da un’esperienza di coltivazione e “sbiancamento” del radicchio a scuola.
L’obiettivo di questa iniziativa, avvicinare i ragazzi ai prodotti del nostro territorio, in particolare al radicchio, è da ritenersi ampiamente raggiunto.
Un premio in materiale scolastico per la classe, un attestato di partecipazione “in tema” e del radicchio sono stati consegnati a tutti i partecipanti. E tutti, protagonisti e spettatori (figli e genitori, alunni ed insegnanti) hanno applaudito con festosa generosità, condividendo l’emozione dei “premiati” sul palco e dimostrando apprezzamento per l’iniziativa.
Un grazie va ai componenti la Commissione (Anna Fabian, Cristina Brugnaro, Emanuela Cappelletto, Federica Campagnaro, Giorgio Luraghi, Lucia Scattolin, Marisa Berto, Maria Luisa Trabucco) per il grande lavoro svolto che ha permesso di organizzare la mostra e la festa di premiazione.


Risposte

  1. è stato un onore per me aver fatto parte della Commissione e un piacere nel vedere realizzato questo progetto grazie alla sinergia tra Pro Loco e Amministrazione…
    Che gli studenti, anche di Istituti Comprensivi dei paesi limitrofi, abbiano potuto conoscere e imparare la qualità di quello che produce la nostra terra, è un investimento per la società del domani.
    Grazie Ornella e grazie a tutti quelli che in qualsiasi modo sono stati coinvolti in questa iniziativa

  2. Mentre confermo quanto espresso ieri sera al Centro Ricreativo Anziani di Zero Branco, dedico al Sindaco, Giunta, Assessori e Consiglieri, collaboratori del Sindaco, una poesia di Pablo Neruda, poeta cileno. Carlo Stecca.

    CHI MUORE (Ode alla vita).

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
    non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

    Pablo Neruda


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