Pubblicato da: Piergiorgio Golfetto | 20 gennaio 2012

preghiera in gennaio

di Mirco Giorgio Feston

Ad Angelo Barzan

Lascia che sia fiorito Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo là dove in pieno giorno risplendono le stelle.

Quando attraverserà l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà baciandoli alla fronte
venite in Paradiso là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi con le sue ossa stanche
seguito da migliaia di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza preferirono la morte.

Dio di misericordia il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto con la coscienza pura
l’inferno esiste solo per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento
Dio di misericordia vedrai, sarai contento.

(“Preghiera in gennaio”, Fabrizio de André)

Chissà quanti Angelo Barzan ci passano accanto
e neanche ce ne accorgiamo.


Risposte

  1. Talora è necessario il silenzio anche dei nomi

  2. Vedo e lo vediamo tutti, un progressivo scivolare verso il peggio. Ed una comunità attonita, quasi rassegnata, come fosse normale accettare un aumento agghiacciante dei suicidi. ”Pare avesse problemi economici”, oppure “Aveva perso il lavoro”, oppure ancora “C’erano problemi”: queste le spiegazioni più comuni. Una riga in tutto, alla fine dell’articolo di stampa, nella cronaca nera che segue all’ultimo atto. Cronaca incessante per giorni, morbosa sui particolari e sugli effetti di tali particolari, una riga in tutto sulle probabili cause. Io non la penso così, anzi. E non concordo con la rimozione collettiva. Penso che se vi sono aspetti sociali, come tali debbano essere affrontati. La Confartigianato, oltre che tentare accordi con le banche per il credito alle imprese, sta svolgendo incontri con psicologi per fornire un supporto. Come Amministrazione, stiamo facendo di tutto per le situazioni di particolare difficoltà, intervenendo nei conflitti, chiamando famiglie, banche, controparti. Ma non basta, perché ciò che sta mancando via via è la solidarietà umana, l’ascolto, una parola, il vedere che il tuo problema non è poi l’unico al mondo, ed una mosca resta una mosca, non un cavallo. Questo dipende da ogni persona, e dalla comunità civile tutta: non lasciamo le tragedie individuali di nostri fratelli alla cronaca nera, prima, ed al silenzio poi. Reagiamo, accorgiamoci di quanto bella sia la vita, unica ed irripetibile. Accorgiamoci di quanti Angelo ci passano accanto, persone fisiche con nome e cognome; assumiamo come perdita di tutti la perdita anche di uno soltanto. Questo è sempre valido; lo è di più in tempi di forte crisi.
    _______________________________________________

    (43anni fa la RAI censurò “Preghiera in Gennaio” di Fabrizio De Andrè, perché “Immorale”, non aveva rispetto per la morte, non si doveva parlare di questi argomenti. Fu proprio in Maggio del 1968 che alla trasmissione domenicale di Radio Vaticana, Paolo Scappucci la mise in onda per molte domeniche, come amore profondo per tutte le vite. Perchè è vero che l’unica cosa irrimediabile al mondo è la morte: tutto il resto si può affrontare)

  3. Sono i nostri nomi che mancano,cara Veda, ed in fondo all’articolo dovremmo elencare non problemi economici, famigliari, depressione ecc….ma “non ci siamo accorti, non l’abbiamo aiutato, non ci siamo presi cura di lui……” Sono spie, sentinelle di un malessere che invade i nostri giorni e che non ci lascia alibi ed ad ogni croce significa una sconfitta. Dobbiamo imparare ad essere attenti, a cogliere i segnali di chi ci sta accanto partendo dai più vicini, imparare a creare rete sociale fatta di relazioni non per fermare l’effetto ma per evitare la causa, diffondere il il germe intellettuale che i problemi esistono e che possono essere affrontati, che qualche volta sono grandi ma se il peso lo portiamo insieme sono meno pesanti. Forse è tempo che risorse “buone” del nostro territorio considerino il fatto di pensare a tutto ciò come una priorità sociale e non più problema del singolo che non c’è più…

  4. Angelo era per me la persona competente, gentile, affidabile, disponibile su cui si poteva contare nelle diverse iniziative di educazione musicale organizzate per le scuole; ha dato tanto ai bambini e agli insegnanti. Sono riconoscente al Sindaco, ad Italo, a Marisa per averlo ricordato e per le considerazioni che hanno voluto condividere. Tiziana Rossi

  5. spero che saremo in tanti oggi, a salutarlo e a farlo sentire meno solo, avvolto dal calore dell’abbraccio di tutta la comunità…

  6. Apprezzo infinitamente le parole del Sindaco e quelle del Signor Italo Tonon e le condivido tutte. Il Sindaco ancora una volta e di fronte al dramma del suicidio ha pronunciato parole sagge,positive , avulse dalla retorica .
    La follia è un male oscuro , subdolo, che lentamente per anni ,a poco a poco, come “ una bronsa” lavora dentro la mente umana per esplodere nell’incendio del suicidio .
    Bisogna capire ed avvicinare di chi soffre , chi ha dentro la “bronsa” ..è un lavoro difficile , delicato da farsi INSIEME con altri : amici , conoscenti, parenti e con l ‘aiuto di specialisti che nel nostro territorio esistono da tempo ( a Treviso ha sede l ‘Istituto Veneto di Terapia Familiare) dopo la legge Basaglia con cui si chiusero i famigerati manicomi. Un tempo , fino alla fine degli anni sessanta, il “malato di testa” veniva rinchiuso in manicomio ,ogni provincia ne aveva uno ( a Treviso il Sant’Artemio , a Venezia San Servolo…) e la società così si sentiva con la coscienza pulita , le famiglie “liberate” da una “vergogna” e l’individuo veniva “sepolto vivo”.
    Oggi queste malattie si dovrebbero curare intervenendo sulle cause :”…ma non basta, perché ciò che sta mancando via via è la solidarietà umana,- scrive con tanta saggezza il Sindaco — l’ascolto, una parola, il vedere che il tuo problema non è poi l’unico al mondo, ed una mosca resta una mosca, non un cavallo. Questo dipende da ogni persona, e dalla comunità civile tutta: “
    Bisogna PARLARE del male oscuro , anche con pubbliche e cicliche riunioni ,dibattiti come fatto per altre malattie ,conoscere per curare , aiutare chi soffre , oltre allo specialista ci vuole la SOLIDARIETA’ umana del familiare , del vicino , del parente , del concittadino ,del prossimo…ci vuole condivisione , vivere il comandamento del Signore “ ama il prossimo tuo come te stesso!” perche le malattie mentali non si curano con tranquillanti , sedativi o altro …ma con l’amore :
    “Questo dipende da ogni persona, e dalla comunità civile tutta: non lasciamo le tragedie individuali di nostri fratelli alla cronaca nera, prima, ed al silenzio poi. Reagiamo, accorgiamoci di quanto bella sia la vita, unica ed irripetibile.” ci grida ( scusa Mirco) il Sindaco con il cuore gonfio di dolore perché chi ama veramente soffre veramente e Mirco è un uomo che ama ,(oltre ai suoi cari) , ama la vita , ama la natura,ama la terra , ama gli animali, ama il prossimo…..
    E “spero che saremo in tanti oggi, a salutarlo e a farlo sentire meno solo, avvolto dal calore dell’abbraccio di tutta la comunità”: certamente la pietà umana e cristiana è sempre invocata e doveroso praticarla , ma DA VIVO ,Angelo, DEVEVA SENTIRSI MENO SOLO , non da morto: fino a che è vivo dobbiamo far sentire meno solo il nostro amico ,parente,conoscente,prossimo …..dopo, per un credente , nell’al di là ,certamente non è più solo!
    Solo lo è stato qui su questa terra, in mezzo a noi e mi piace ripetere le parole di Italo quasi a volerle diffondere ..” non ci siamo accorti, non l’abbiamo aiutato, non ci siamo presi cura di lui……” Sono spie, sentinelle di un malessere che invade i nostri giorni e che non ci lascia alibi ed ad ogni croce significa una sconfitta. Dobbiamo imparare ad essere attenti, a cogliere i segnali di chi ci sta accanto partendo dai più vicini, imparare a creare rete sociale fatta di relazioni non per fermare l’effetto ma per evitare la causa,”

  7. Dio santo come si può essere così superficiali, la vita è bella e bla bla bla.
    Ci rendiamo conto o no che la nostra società, la società veneta ha fondato la proprie esistenza sul lavoro, sull’impegno… stacanovisti allo stato puro?

    La società Veneta, ma per chi ha orrore di questa precisazione, la nostra società ha puntato tutto sull’impegno, sull’impresa, quello cioè che fa economia vera, che produce ricchezza e vedere che tutto sta crollando, perchè così è, non riesce a scorgere la luce in fondo al tunnel.

    Se un’impresa non riesce più a essere competitiva causa l’isostenibile costo del lavoro, ed il conseguente prezzo dei suoi prodotti, puoi dargli tutti i prestiti bancari che vuoi o il sostegno psicologico che vuoi, il mondo di chi pensava di fare il proprio dovere lavorando gli crolla, GLI CROLLA ADDOSSO!!!

    I Veneti tutti si devono sentire responsabili per questo stato di cose. Sono responsabili per non fare nulla affinchè il nostro mondo risorga. Le nostre imprese e di conseguenza i nostri operai, le nostre famiglie potrebbero rivivere una vita dignitosa. La vita che i Veneti, giganti economici (ex), e nani politici (ex ora semplici feti) si meritano.

    L’altro giorno parlando con un assessore, non faccio nomi per amor di carità, e comunque in presenza di testimoni, mi diceva di non sapere che il residuo fiscale del Veneto è di c.ca € 4.000 annui procapite (compresi vecchi e bambini). Come si può amministrare un comune e fare scelte che vadano in favore dei tuoi cittadini se non sai queste cose?

    Come puoi prendere posizione in favore del nostro territorio se non sai che ogni giorno veniamo derubati oltre che della nostra dignità anche delle nostre ricchezze?

    Come puoi discernere e capire il perchè avvengono determinati fatti se non sai che il solo comune di Zero Branco viene derubato di 40 milioni di euro ogni anno, nel tuo mandato di cinque anni Zero Branco ci rimette la cifra stratosferica di 200 milioni di euro?

    Come, come, come!!!!

    Rincorrendo le sirene Napolitanesche? Riempiendoti la bocca di belle parole che la gente non è più in grado di digerire.

    Bravo, continua così tanto il distacco tra te e la realtà è insormontabile eppure la mia speranza ancora c’è, avrai pure dei figli o magari dei nipoti, vista l’età, neanche pensare a loro non ti fa essere più realista? Più tangibile ai reali bisogni?

    Abbiamo una lotta di libertà, ma prima ancora di dignità, da portare avanti. Datti una mossa e fai approvare in consiglio comunale una mozione che impegni lo s….. di Zaia a indire un referendum per l’idipendenza del Veneto.

    Un sodaggio scientifico ci dice che il 53,5% dei Veneti è favorevole all’indipendenza,e con percorso democratico e pacifico possiamo dare veramente una mano ai nostri concittadini e tu eletto da loro potresti essere fiero del lavoro svolto.


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